Sembra fantascienza eppure potremo arrotolare lo smarphone perchè avrà lo schermo flessibile. Ma le novità dietro l’angolo sono molte: alcune ci semplificheranno la vita. Anzi, già lo fanno.
Si chiama Nfc (Near field communication) l’innovativa tecnologia applicata già ad alcuni cellulari, per esempio agli ultimi apparecchi marchiati Google, ad alcuni Nokia e al prossimo iPhone5 (in uscita presumibilmente dopo l’estate), che permette di utilizzare il telefonino come una carta di credito. Come? Grazie ad un innovativo sistema a onde radio, che ha una portata che non supera i 10 centimetri: basta avvicinare il cellulare a uno speciale pos (point of sale, la macchinetta in cui oggi normalemente si infila la carta di credito quando si paga un acquisto) per farsi addebitare automaticamente sul conto corrente (o sul credito della sim che si ha nel telefono) la spesa appena effettuata. E tutto senza dover ricordare pin (come nel bancomat) o firmare ricevute. Solo per gli acquisti oltre i 25 euro, per ragioni di sicurezza, viene richiesto un codice di autorizzazione ma l’operazione risulta comunque semplice e immediata.
Philips FLUID.
La maggior parte delle macchinette pos in circolazione anche in Italia sono contacless, ossia in grado di funzionare sia con le carte di credito tradizionali sia con la tecnologia Ncf. E’ per questo che i pagamenti tramite cellulare, che alcune banche utilizzano già, diventeranno una realtà capillare anche da noi. In Giappone per esempio, questo sistema è già molto diffuso e ha grande successo, mentre è ancora ai primi passi in Nord America e in Europa. Ritardo causato soptrattutto dai complicati accordi da stipulare tra i produttori di cellulari e gli operatori telefonici, necessari per garantire l’assoluta sicurezza dei pagamenti. Apple va per la sua strada e ha brevettato un sistema per semplificare i pagamenti contactless grazie a un chip contenuto nel cellulare.
Fujitsu Circle Phone.
La tecnologia Ncf avrà comunque molti altri utilizzi, per esempio sfruttando le capacità di geolocalizzazione dei nuovi cellulari e i social network. Grazie al gps contenuto negli smartphone e al social network Foursquare, per esempio, potremo essere avvisati automaticamente sul cellulare di una particolare iniziativa che si svolge in zona e, se decidiamo che ci interessa e ci andiamo, grazie ancora alla tecnologia Nfc potremo essere guidati lungo il percorso e lo svolgimento dell’evento. Non solo. Grazie alla realtà aumentata, ossia alla capacità che i nuovi cellulari hanno di mostrarci sullo schermo più informazioni e più oggetti di quelli che esistono e vediamo per davvero con i nostri occhi, l’esperienza sarà ancora più coinvolgente.
Nokia, Human Form.
Il futuro è nel display
Oltre alle capacità Nfc una delle novità più significative dei cellulari di nuova generazione riguarderanno soptrattutto i display, che diventeranno flessibili e permetteranno di tenere comodamente in tasca cellulari leggeri, piccoli ma dallo schermo straordinariamente ampio.
Questi progressi saranno possibili grazie alle nano-tecnologie, ossia quelle tecnologie che sfruttano o costruiscono elementi di dimensioni microscopiche e su cui molte aziende stanno lavorando da parecchio tempo. Nokia, per esempio, ha già realizzato il prototipo “Human Form” con display trasparente e flessibile, sensori di movimento che ci consentiranno di fare determinate operazioni, per esempio ruotandolo anzichè premendo i tasti e controllo vocale. Dal tono della nostra voce il cellulare sarà in grado di percepire di che umore siamo e per, esempio, proporci la compilation musicale più adatta al momento. Secondo i ricercatori dell’azienda finlandese dovrà essere “un dispositivo che ricordi una creatura vivente che ha appena raggiunto il gradino successivo della propria scala evolutiva: una forma di vita che è uscita dal proprio ambiente naturale alla ricerca del prossimo ecosistema, con l’obiettivo di sostenere e affrontare l’ultima metamorfosi di un essere saziente”. Un progetto ambizioso, non c’è che dire!
Dalla collaborazione tra la Queen’s University of Canada e l’Arizona State University è invece nato il prototipo del Paper-Phone che, come dice il nome stesso, replica lo spessore e la flessibilità di un foglio di carta. Interessante per gli sviluppi che promette è anche la tecnologia E-Sense, ideata dalla casa svedese Senseg e che si è ispirata ai non vedenti. Si tratta di una tecnologia che usa i campi elettrici per modificare la superficie del display del cellulare e dare in questo modo sensazioni tattili diverse al polpastrello. In pratica sfiorando il display si potranno percepire superfici dure o morbide, soffici o scivolose… Così, se sullo schermo vediamo il mare, sfiorandolo ci sembrerà di affondare il dito tra le onde. I giapponesi di Toshiba stanno lavorando per portare questa tecnologia di serie nei loro prossimi smartphone.
Nokia Morphe Phone.
Sempre più potenti
Il futuro (molto) prossimo dei cellulari sta anche nei processori quad-core ossia in chip (i componenti che li fanno funzionare) che contengono quattro unità di calcolo affiancate, indipendenti ma in grado di lavorare assieme per aumentare l’efficienza. Risultato? Smartphone con una potenza degna di un vero computer e capaci di far girare videogiochi in 3D e mostrarti filmati in alta definizione. Intel, invece, il colosso mondiale che inventato il pc come lo conosciamo oggi, sta lavorando a Medflied, un chip con dimensioni e consumi ridottissimi e potenza straordinaria. Equipaggerà i cellulari in arrivo per la fine dell’anno e promette meraviglie. La sua potenza, infatti, sarà ideale per permettere al cellulare di stare al passo con la grande quantità di dati che gli giungeranno dalla nuova rete dati Lte (Long term evolution, o 4G), la rete cellulare di nuova generazione che promette meraviglie e renderà di colpo vecchia la connessione a internet con l’adsl di casa, che oggi è la più veloce. Negli Stati Uniti e in alcuni Paesi europei è già in funzione e chi l’ha sperimentata ne è rimasto “folgorato”. Basti pensare che nel prossimo futuro, grazie all’Lte, sarà possibile scaricare nel cellulare un intero film in alta definizione in appena 5 minuti. Oggi ci vorrebbero giorni.


















